Energy Manager: chi è e perché conviene averlo as-a-Service

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La gestione dell’energia in azienda non è più solo una questione tecnica: è diventata una leva strategica per ridurre costi, rispettare normative sempre più stringenti e migliorare reputazione e competitività. Ma chi si occupa concretamente di monitorare consumi, individuare inefficienze e guidare le scelte di efficientamento?

La risposta è l’energy manager, una figura professionale nata negli Stati Uniti già negli anni ’70 durante la crisi petrolifera e formalizzata in Italia con la Legge 10/91 e successive integrazioni. 

Oggi, in un contesto di transizione energetica accelerata e costi volatili, il ruolo dell’energy manager è più rilevante che mai. Non solo, per alcune tipologie di imprese è obbligatorio: la nomina dell’Energy Manager è necessaria per le organizzazioni cosiddette “energivore, ossia quelle che superano determinate soglie di consumo energetico, e va comunicata ogni anno entro il 30 aprile tramite piattaforme ufficiali. L’elenco dei nominativi è gestito e aggiornato annualmente dalla FIRE, la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia.

Ma se per le grandi aziende avere un dirigente interno dedicato è sostenibile, per PMI e realtà di medie dimensioni è molto più complesso: dati 2025 del FIRE, infatti, fanno emergere numeri preoccupanti, ossia che ben il +95% delle imprese italiane non ha un energy manager interno.

Ecco perché l’approccio “as-a-service” può rappresentare la soluzione ideale: competenze specialistiche, costi controllati e risultati misurabili, senza investimenti iniziali proibitivi.

Vediamo nel dettaglio chi è l’energy manager, cosa fa e perché affidarsi a un servizio esterno può fare la differenza.

1. Energy Manager: cosa fa?

L’energy manager è un esperto incaricato di gestire, conservare e utilizzare in modo razionale l’energia all’interno di un’azienda, un ente pubblico o una struttura produttiva. Il suo obiettivo principale? Migliorare l’efficienza energetica, ottimizzare i consumi e promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Non si tratta semplicemente di un tecnico che legge i contatori: l’energy manager è una figura orizzontale e strategica che dialoga con diversi reparti aziendali (produzione, logistica, manutenzione, ufficio acquisti, legale) e traduce dati tecnici in decisioni concrete, comprensibili anche per chi non ha competenze ingegneristiche.

Per svolgere efficacemente il proprio ruolo, deve possedere solide basi ingegneristiche e legislative, unite a spiccate doti comunicative e relazionali. È, in pratica, il ponte tra la dimensione tecnica e quella gestionale dell’efficienza energetica.

2. Cosa fa l’Energy Manager in Azienda

Le responsabilità dell’energy manager sono ampie e articolate, e spaziano dall’operatività quotidiana alla pianificazione strategica di lungo periodo.

  • Monitoraggio e analisi dei consumi. L’energy manager esegue assessment energetici e verifica i consumi per identificare anomalie, inefficienze e margini di miglioramento, individuando sprechi nascosti che impattano pesantemente in bolletta. Piccoli interventi di fine-tuning possono generare risparmi significativi senza bisogno di investimenti strutturali.
  • Pianificazione degli interventi di efficientamento. Svolgendo analisi tecniche ed economico-finanziarie per valutare costi e benefici degli interventi di efficientamento, può calcolare i tempi di ritorno dell’investimento, aiutare nell’individuazione dei partner tecnici migliori per eseguire eventuali interventi e supportare la direzione nelle decisioni strategiche.
  • Sostenibilità e “Green Procurement”. Collabora con l’ufficio acquisti per incentivare gli “acquisti verdi”, privilegiando macchinari a basso consumo energetico e con ridotti costi di gestione nel ciclo di vita. Questo approccio non solo riduce i consumi, ma migliora anche il rating ESG aziendale.
  • Formazione e compliance normativa. Sensibilizza i dipendenti verso comportamenti energeticamente consapevoli e monitora costantemente le normative per garantire conformità e intercettare tempestivamente agevolazioni fiscali, bandi e finanziamenti.

Introdurre un energy manager e un sistema strutturato di gestione dell’energia porta benefici concreti e misurabili che vanno ben oltre il semplice taglio delle bollette, tra cui questi tre sono i principali: 

  1. Riduzione dei costi operativi. Un monitoraggio continuo e una gestione ottimizzata dei consumi si traducono in un calo significativo delle spese energetiche, permettendo una migliore previsione dei costi e un budget più stabile. L’Energy Manager definisce anche i KPI energetici di monitoraggio, specifici per il business, il che è utile sia per ridurre i costi che per prendere decisioni informate, ma anche per facilitare la redazione del bilancio di sostenibilità e il tracciamento della riduzione dei consumi, oltre che per accedere ad incentivi e agevolazioni più velocemente.
  2. Sostenibilità e reputazione aziendale. La diminuzione delle emissioni di CO₂ migliora l’impatto ambientale dell’azienda, rendendola più attrattiva agli occhi di clienti, investitori, fornitori e talenti sempre più attenti alle pratiche sostenibili.
  3. Accesso facilitato a incentivi e bandi. Un monitoraggio preciso e documentato facilita l’accesso a detrazioni, contributi e agevolazioni legate all’efficienza energetica, massimizzando il valore degli investimenti.

Perché scegliere un Energy Manager as-a-Service

Sebbene le grandi organizzazioni tendano ad assumere un dirigente interno dedicato, per aziende di piccole e medie dimensioni i costi per mantenere una figura dirigenziale dedicata a tempo pieno sarebbero proibitivi. 

Le soluzioni as-a-service, come il servizio di Referente Unico di Enerloop, offrono un modello flessibile e l’accesso a un team di esperti con competenze multidisciplinari. Inoltre, dato che le esigenze energetiche di un’azienda cambiano nel tempo, una soluzione as-a-service si adatta facilmente, permettendo di scalare i servizi in base alle necessità senza vincoli contrattuali rigidi o costi fissi insostenibili.

Inoltre, un referente unico offre valore end-to-end, perché non si limita al monitoraggio: coordina l’intero percorso di transizione energetica, dalla selezione dei fornitori alla gestione dei bandi, dal supporto normativo alla realizzazione degli interventi e gestione dei rapporti con partner certificati.

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